CORSO SUL BULLISMO E STRATEGIE D’INTERVENTO MODALITÁ ONLINE
L’EMPLEA ha attivato un corso sul bullismo e sulle strategie d’intervento in modalità online, che prevede una prova finale consistente in test a risposta multipla da effettuarsi in presenza, o se impossibilitati, a distanza. Sarà rilasciato un attestato di partecipazione.
Obiettivi formativi
Carattere generale:
Scopo del corso è fornire una buona conoscenza sul fenomeno del bullismo e sulle strategie d’intervento. Il bullismo è un fenomeno in espansione costante, che oltre a rappresentare un problema circoscritto all’ambiente scolastico, tende sempre più ad assumere carattere delinquenziale, sconfinando pertanto nell’illecito penale.
Destinatari:
Il corso oltre ad essere punto di riferimento per coloro che hanno già svolto studi specifici nelle discipline sociali, educative e pedagogiche si rivolge anche a coloro che si avvicinano per la prima volta allo studio del Bullismo. UtileTILE PER INSEGNANTI, OPERATORI SOCIALI, EDUCATORI, FORZE DELL'ORDINE.
Percorso formativo:
L’inizio del corso è previsto per la seconda metà del mese di maggio 2009. Tutti gli iscritti verranno avvisati via e-mail. Le lezioni verranno spedite con cadenza settimanale alla casella di posta che l'allievo indicherà. Inoltre parte del corso potrà essere seguito in modalità online dove sarà possibile visionare lezioni videoregistrate e scaricare materiale didattico. Sarà possibile interagire via e-mail con i docenti e il tutor predisposti. La durata sarà di circa un mese. Allo scopo di garantire la più possibile efficacia formativa, si garantirà una certa flessibilità individuale dei tempi. La prova finale potrà essere svolta in presenza, alla fine di una lezione di riepilogo tenuta dai docenti.
Programma del corso:
1° Modulo: Introduzione al bullismo
• Il concetto di bullismo
• Studi e ricerche sul bullismo
• Riconoscere il bullismo
2° Modulo: Aspetti del bullismo
• Caratteristiche dei bulli
• Caratteristiche delle vittime (Vittime passive, vittime aggressive)
• Bullismo maschile e femminile
• Il Cyberbullyng
3°Modulo: Le cause del bullismo
• Le motivazioni
• Bullismo e violenza
• Modelli educativi e bullismo
• Fattori di rischio e fattori di protezione
4° Modulo: Il bullismo nella scuola
• Diffusione del bullismo
• Come si manifesta il bullismo a scuola
• Come analizzare gli episodi di bullismo (questionari, griglie di osservazione)
5° Modulo: Gli interventi possibili
• Riconoscere le emozioni
• Educazione alla cooperazione in classe
• Favorire l’autoconsapevolezza sul fenomeno
• I principi della comunicazione non violenta
• Intervenire sull’ambiente per prevenire gli episodi di bullismo
Docenti:
Dott.ssa Marta BORRELLI - Psicologa - psicoterapeuta – formatrice Gordon – formatrice Kids’ Workshop
Dott.ssa Federica Parolini - Psicologa – counsellor - formatrice Gordon – formatrice Kids’ Workshop
Coordinatore/Tutor :
Dott. Stefano BORRELLI
Per informazioni sull’adesione contattare la Segreteria All’e-mail: segreteria.generale@emplea.it
Le emozioni che fanno crescere di Ulisse Mariani e Rosanna Schiralli
Educare alle emozioni, trasformare la pulsione sconosciuta, incontrollata in un’emozione riconoscibile, modulabile e gestibile, è il cardine di questo nuovo metodo educativo che fornisce ai genitori alcune tecniche e modalità razionali, applicabili sin dalla prima infanzia, per rendere i bambini e i ragazzi più autonomi, forti e sicuri.
Risultato di un’enorme quantità di studi sull’intelligenza emotiva e sulle più recenti scoperte delle neuroscienze, la “didattica delle emozioni” ha mostrato la sua efficacia anche nella prevenzione, in età adolescenziale, di esperienze pseudoemozionali sempre più frequenti, dal bullismo alle dipendenze, e di comportamenti caratterizzati da compulsività (come anoressia e bulimia).
Questo libro, il primo nel suo genere, fornisce a tutti i genitori gli strumenti per mettere in atto, concretamente, una nuova strategia educativa: regole fruibili e utili consigli che permettono di dotare i figli della migliore “valigia della sicurezza” per affrontare la vita.
Prevenire la depressione
Nel 2020 la depressione sarà la seconda causa di morte e di invalidità nel mondo; le donne ci sono già arrivate, perché secondo le stime dell’Oms, tra i 15 e i 44 anni la depressione è la prima causa di infermità, senza differenze sociali né di razza. Le donne si ammalano di più e vengono curate peggio, tanto che le ricadute sono frequenti. Tuttavia la depressione, secondo numerosi psicologi e psichiatri, si può prevenire.Lo stress è la porta di accesso al corpo, il limite tra interno ed esterno. Diventa patologico quando si prolunga nel tempo e non si hanno risorse sufficienti per reggerlo. La pressione degli eventi produce modificazioni fisiche e psichiche che si possono affrontare agendo all’interno del corpo, con i farmaci, o all’esterno, alleggerendo la pressione. Tuttavia quando si parla di prevenzione l’unica possibilità proviene dall’esterno, lavorando sugli stili di vita.La depressione è una patologia interclassista, legata a una funzione sociale che la donna svolge in tutte le situazioni. Lo stress diventa depressione quando oltre a portare carichi eccessivi, ciò che si è e che si fa, non viene riconosciuto, producendo un attacco all’autostima.
Chi rischia di più Un tempo la società era meno individualista, si poteva contare su una rete famigliare numerosa, e sulla condivisione dei ruoli. Le madri avevano una certa distanza dai figli, mentre oggi vengono educate a non mettere paletti. Quando si parla di depressione spesso si parla di maternità: la madre con figli piccoli è quella che rischia di più, segue poi la madre di figli adolescenti e postadolescenti. La personalità depressiva è quella di chi non sa fare per se stesso
Cosa fare
Ciò che fa ammalare è non sapere perché si sta male. L’idea del male oscuro genera un circuito perverso. Sapere invece che se non si riesce ad alzarsi dal letto è perché il datore di lavoro non gratifica, il compagno insulta e la gente pretende troppo da noi, significa che non bisogna più pensarsi come malati, ma come oberati e non gratificati e ci si può togliere di dosso almeno una parte di peso. Per prevenire la depressione c’è una tecnica: dedicare a se stessi mezz’ora al giorno, preferibilmente tutti i giorni, fuori dai rapporti famigliari. Se è così semplice perché non ci viene insegnata questa tecnica? La risposta sta nel genere; si è detto che la depressione è più un affare femminile, e quindi la medicina preferisce associarla alla vita biologica, ai cicli riproduttivi e agli ormoni, come se fossero un destino ineluttabile. Meglio sostenere che le donne sono depresse a causa di squilibri endocrini, che sottolineare che lo sono perché non hanno tempo per se stesse e non vengono mai gratificate.

Anna Maria Fracas (psicologa e consulente sessuale)
fonte: www.amando.it
Un libro
La dottoressa Elvira Reale, mossa dall’idea che la depressione si può prevenire e che un approccio “di genere” sia decisivo per aiutare le donne a non ammalarsi e a guarire, ha scritto un libro Prima della depressione - Manuale di prevenzione dedicato alle donne, edito da Franco Angeli. All’interno è possibile trovare anche delle schede di approfondimenti e autovalutazione
Il volume ripercorre la storia del servizio ‘Free Student Box’, un insieme di sportelli di counselling psicologico gratuito situati in 15 scuole medie superiori della città e della provincia e finanziati dall’Azienda USL e dalla Provincia di Reggio Emilia; gli sportelli si rivolgono agli studenti, ai loro genitori e agli insegnanti. I protagonisti del libro e del servizio, insieme agli psicologi, sono i peer (studenti) e i docenti referenti: per prima cosa, questi attori svolgono un’efficace azione di marketing sociale tra i ragazzi e gli adulti peer (ovvero loro pari); in seguito, si occupano di filtrare e proporre agli psicologi le eventuali richieste di counselling che dovessero pervenire loro nel corso dell’anno scolastico.
Gli autori intendono descrivere l’opera di accompagnamento dei giovani peer da parte degli psicologi counsellor, che in questo modo si pongono in una condizione di scambio e di reciproco arricchimento con i loro diretti interlocutori.
Oltre agli autori, alla presentazione parteciperanno la Dottoressa Mariella Martini, Direttore Generale dell’Azienda USL e il dottor Angelo Fioritti, Responsabile Regionale del Servizio Salute Mentale, Dipendenze Patologiche e Salute nelle Carceri.
Arcidiocesi di Modena - Nonantola
Centro di consulenza per la famiglia
Pia Fondazione Centro Famiglia di Nazareth - Modena
Con il contributo della
Fondazione Cassa di Risparmio di Modena
in collaborazione con
Istituto di Ortofonologia di Roma
“Ma dimmi, cos’é il Bullismo?”
Bullismo come disagio giovanile
Esperienze a confronto per incontrare mondi e soggetti, fra riflessioni interiori e linee educative.
Rivolto a genitori, insegnanti ed educatori.
Sabato 18 aprile 2009 - Ore 9.00 - 13.30
Centro Famiglia di Nazareth - Via Formigina, 319 - Modena

'Coop for words' è ancora a caccia di talenti: scrittori, poeti, bloggers, fumettisti, in cerca di uno spazio per farsi conoscere e raccontare sogni, paure, sentimenti, visioni del mondo. Torna anche quest'anno, con la settima edizione, il concorso letterario di Coop Adriatica per giovani penne. A 'Coop for words' 2009 possono partecipare autori esordienti con meno di 36 anni che vivono in Emilia- Romagna, Veneto, Marche e Abruzzo, le regioni in cui è presente la Cooperativa di consumatori.
A presentarlo, in una conferenza stampa, il direttore delle Politiche sociali di Coop Adriatica Marco Gaiba, insieme a tre membri della giuria che valuterà i lavori: Niva Lorenzini, critica letteraria e docente di Letteratura Italiana contemporanea all'Università di Bologna, lo scrittore e musicista Gianluca Morozzi e il disegnatore Giuseppe Palumbo. Le sezioni del concorso sono quattro - racconti brevi (non oltre le 5.400 battute), poesie (di massimo 50 versi), blog (non più di cinque post da mille caratteri l'uno) e fumetti (di massimo due tavole di formato A4) - e sono riservate a opere inedite, in italiano e a tema libero, tranne che per i post dei diari on line, che devono sviluppare il tema del rapporto tra esterno ed interno: lo sguardo dell'autore sul mondo, raccontato dall'intimità della propria stanza.
I lavori vanno inviati entro il 31 maggio seguendo la procedura guidata sul sito www.coopforwords.it, dove sono riportati anche il regolamento e le informazioni.
Anni fa c'era Kit che veniva in aiuto nei momenti difficili, spesso salvando la pelle del suo conducente. La supercar reggiana non è tanto sportiva. È una piccola Smart ma può rivelarsi altrettanto efficace: se sei ubriaco non c'è verso di farla partire. Questo mezzo speciale è stato ideato da un gruppo di studenti dell'istituto professionale Ipsia Lombardini (foto). Sali e devi soffiare dentro un tubo costruito come un vero e proprio etilometro, come quelli utilizzati dalle forze dell'ordine nei controlli stradali. 'C'è un impulso elettrico che blocca l'accensione - dice uno degli studenti che hanno partecipato alla realizzazione del prototipo - quindi non puoi guidare quando sei alla guida in stato di ebrezza'. La costruzione dell'auto rientra nell'ambito del progetto 'No alcol on the road' promosso dalla polizia stradale di Reggio contro le stragi del sabato sera. L'iniziativa coinvolge gli studenti degli istituti superiori reggiani e vede i ragazzi all'uscita dei locali notturni sensibilizzare i coetanei sui rischi legati all'abuso di alcol. La battaglia contro gli incidenti sulle strade parte anche dai laboratori delle scuole.
fonte: www.emilianet.it
Fanno i bulli, ce l'hanno con me... Manuale di autodifesa positiva per gli alunni
Autore: Mario Di Pietro , Monica Dacomo
Anno di pubblicazione: 2005
Codice ISBN: 9788879467568 Editore: Erickson
A quasi tutti capita, prima o poi, di essere presi di mira da un compagno di scuola o da qualcuno più grande che, per mascherare le proprie insicurezze e debolezze, si comporta da bullo, diventando aggressivo e prepotente. Quando succede, ci si sente indifesi, spaventati e soli, e spesso si ha paura di reagire o di chiedere aiuto.
Ma chi sono questi bulli? E che cosa si può fare per impedire loro di continuare a farci del male?
Scritto con un linguaggio semplice e scorrevole, adatto a ragazzi tra gli 8 e i 16 anni, questo volume risponde a queste e a molte altre domande e suggerisce a tutte le vittime del bullismo dei semplici strumenti per imparare a difendersi in modo positivo, per comprendere meglio il comportamento dei bulli e per affrontarli con la tattica della «non violenza», magari parlandone con un insegnante o un genitore oppure spiazzandoli con risposte furbe e divertenti.
Ma si rivolge anche a coloro che si comportano per la maggior parte del tempo da prepotenti, rendendo la vita impossibile ai ragazzi che prendono di mira, aiutandoli ad imparare ad abbandonare i loro atteggiamenti aggressivi, a comunicare bene con gli altri e a farsi degli amici.